Sui libri di storia tutti abbiamo studiato le guerre mondiali, la crisi del '29, la guerra fredda e via dicendo... ma pare che, con l' avvento del terzo millennio, si sta utilizzando un nuovo modo di far decorrere gli avvenimenti positivi e negativi (soprattutto ultimamente). Mi riferisco a un nuovo modo di fare la guerra, non più con le armi, ma con i titoli tossici (vedi crisi eurozona), mi riferisco a un' informazione controllata dalla politica: se controlli l' informazione pubblica, controlli anche il pensiero del popolo.
Questo modo perverso di agire ci ha portato all' attuale periodo di crisi profonda, ma non è il solo motivo: dobbiamo farci un esame di coscienza anche noi! Siamo abituati ad adsorbire le informazioni che ci vengono dai mass media senza preoccuparci di verificarle, insomma siamo l' utilizzatore finale della macchina del fango che ora colpisce un gruppo di persone, poi il dissidente politico, poi ancora chi non ci sta nel sistema malato.
In Italia siamo un' anomalia continua: imprenditori che trasmettono da oltre vent' anni abusivamente, tv di stato che disinformano, pezzi di industria che delocalizzano, sindacati dalla doppia faccia (davanti ai lavoratori si erigono a difensori del mondo del lavoro, davanti al governo abbassano la cresta e accettano qualunque porcata), disoccupazione alle stelle, ecc. ecc.
Di quest' anomalia in tv passa poco o nulla, siamo abituati a sentire il servizio di Studio Aperto sulla scimmia che si appresta a mangiare una banana piuttosto che vedere cosa NON sta facendo l' attuale governo; siamo un popolo che è abituato a vedere i talent show con il sogno di parteciparvi per poi essere trattati come schiavi del mondo televisivo (non mi venite a dire che da quei talent esce sempre gente con talento che non ci credo), siamo un popolo che si spaccherebbe la bottiglia di birra in testa per una partita di calcio che poi manco si va a seguire allo stadio (vedasi scontri pre e post roma - lazio) e di esempi ne potrei far tanti...
Quindi la colpa di chi è? La nostra ovviamente che non ci informiamo in maniera imparziale, pur essendo sempre pronti a lamentarsi, criticare e borbottare. Ovviamente se si dice di scendere in piazza, l' italiano medio assuefatto dalla tv viene meno; per lui chi manifesta non ha di meglio da fare, in effetti un po' a ragione...ma visti i livelli di disoccupazione, la totale inefficienza di questo governo (prima promettono e poi fanno il contrario di quello che hanno promesso) un motivo ci sarà...
Consentitemi, cari lettori che avete scelto di informarvi come si deve, di fare una digressione sulla manifestazione del 19 Ottobre 2013 a Roma, il cosidetto assedio/sollevazione generale indetta dai comitati per la casa e altre organizzazioni: io non ho visto grossi problemi sino al momento in cui si sono infiltrati quelli di CasaPound e ovviamente sono da condannare, ma allo stesso tempo capibili il motivo dei disordini vicino al Ministero dell' Economia e l' Ambasciata Tedesca. Ripeto, a scanso di equivoci, è da CONDANNARE il gesto.
Per il resto non ci sono stati grossi disordini, almeno per quello che ho visto e sentito io (dirette video e audio).
Prossima manifestazione in programma (una marcia assolutamente pacifica) è il 5 Novembre nelle seguenti città: Firenze (link evento fb), Roma (link evento fb), Trento (link evento fb), Milano (link evento fb), Catania (link evento fb), Genova (link evento fb), Torino (link evento fb), Bari (link evento fb), per ogni info vi consiglio di andare su questo link di facebook. E' una manifestazione indetta da Anonymous Italia.
Sta a voi scegliere: lasciamo affondare questo paese o facciamo vedere (pacificamente) che non ci stiamo?
Blog dove poter trovare rielaborazioni obiettive sulle ultime news d' attualità e tante curiosità per liberare la vostra mente.
Cerca nel blog
Precisazioni
Cerco collaboratori
Tematiche
Visualizzazione post con etichetta crisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi. Mostra tutti i post
26 ottobre 2013
23 giugno 2013
Crisi: una parola, un mondo
Pubblicato da
Unknown
Negli ultimi anni siamo stati assuefatti (chi più chi meno) dalla parola crisi. In questo articolo voglio allargare il concetto di crisi dal tipo più concreto, ossia quella economica la quale attanaglia in maniera più o meno grave i paesi PIIGS e tutta l' eurozona (ne parlavo più o meno un anno fa qui) sino a parlare della crisi della politica europea e, come al solito, anche di quella italiana
Siamo passati da un governo di tecnici (guidati dal Prof. Sen. M. Monti) a un governo di emergenza (tutti insieme appassionatamente: berlusconiani, tecnici e finti anti-berlusconiani (o comunisti, fate voi...) con all' opposizione partiti che prima erano in coalizione coi suddetti poi sono passati dall' altra parte dello steccato per piazzarsi nelle varie commissioni spettanti alle opposizioni. In tutto questo si aggiunge il MoVimento 5 Stelle (di seguito: m5s/pentastellati, nda) che, un po' prigionieri dei diktat di Grillo, un po' spaesati dall' immane montagna di mer** presente in Parlamento (scusate i toni, ma se siamo in questa situazione, di qualcuno sarà la colpa) e forse un po' rigidi sul loro rimanere ancorati al web, sono rimasti all' opposizione proponendo disegni di legge, emendamenti di modifica a decreti governativi e votando qualsivoglia proposta in linea col loro programma elettorale. Ovviamente in tv passa che il m5s parla solo di scontrini, è legato a quel pazzo di Grillo che caccia i dissidenti (perché il PD non caccia nessuno, vero? vedere qui, se non ci credete) e roba varia. Certamente i vari mastrangeli e i due onorevoli di taranto che alle comunali avevano preso 0 (e dico zero) voti un movimento serio non li mette in lista neanche se la rete li vuole! Infatti poi una volta che sentono il profumo dello stipendio da parlamentare, fanno il salto al gruppo misto o fanno il giro delle TV manco fossero delle star di Hollywood. Tutto fumo e niente arrosto. (per maggiori chiarimenti sulla situazione dei media in italia, vi consiglio la lettura del seguente articolo di Misha)
Coloro che seguono il blog da più tempo sanno che non sono un esperto di economia, diciamo che sono un attento osservatore che poi deduce nella vita di tutti i giorni le grandi manovre fiscali che i governi realizzano per incentivare la crescita, ridurre l' evasione fiscale, insomma ci siamo capiti? Le solite promesse che poi, puntualmente, non vengono mai mantenute facendo poi sprofondare una nazione nella più totale insicurezza (vedi l' Italia dal 2011 in poi, con un particolar sguardo al 2013 ove alcuni esperti pensano che verso dicembre 2013 l' Italia farà una brutta fine (fonte ilnumerozero.com) ovviamente viste queste previsioni nefaste il governo si darà da fare o no? Visto il governo che ci ritroviamo.... dubito seriamente)
Tutto questo marasma in un paese normale, ove c'è un' attenzione e una certa sensibilità alle vicende politiche, avrebbe portato a una sorta di pressione sul governo affinché si dia da fare.... ma in Italia nulla, in quanto siamo un Paese che galleggia, come una boa...ecco siamo un Paese Boa, anzi...siamo una Boa, manco un Paese! Si perché non abbiamo (o non ci rendiamo conto) di quello che abbiamo in più rispetto alle altre Nazioni, ignoriamo la nostra storia, siamo un popolo dove ognuno pensa a se e chi non pensa a se pensa a emigrare per realizzarsi. In Italia c'è la mentalità dell' adattarsi, ci sono stati ministri che hanno definito le nuove generazioni di disoccupati (diplomati, laureati, laureati con master) "choosy" oppure hanno detto senza mezzi termini di emigrare.
Siamo un popolo che, in passato è emigrato in cerca di fortuna, ma che anche nel futuro farà così. I nostri politici pensano ad arricchirsi alle nostre spalle prendendoci costantemente per i fondelli, sicuri che mai supporteremo in pieno quei movimenti che si battono per un cambio di rotta.
La mia sola speranza è non tanto, nei pentastellati o in quel partito o movimento, quanto in quelle persone che hanno una coscienza e un po' di spirito nazionalistico.
Tutti dobbiamo informarci in maniera indipendente sentendo più pareri! Questa è la mia missione come blogger che ha messo su questo blog, la politica come attività non fa per me... per me la politica è fatta di scambio di opinioni anche davanti a un drink; in quella ressa di persone assetate di potere, lascio l' onore a gente in gamba che, pare, essere sempre più merce rara in Italia.
17 aprile 2013
L’importanza di un reddito
Pubblicato da
Michele Mastromarino
Istituire un Reddito di
cittadinanza, è stato ed è un punto forte del programma del MoVimento 5 Stelle,
che però ha incontrato fin ora una notevole opposizione da parte di alcuni esponenti
di altri partiti; il sindaco di Firenze ex candidato premier alle primarie del
PD ha dichiarato che “Il reddito di
cittadinanza è la negazione dell’articolo 1 della Costituzione: è basato
sull’idea che se non lavori ti do un sussidio”. Il capogruppo del PDL alla
Camera, l’ha definito una “Follia del
centro-sinistra degli anni ‘70” e il filosofo del PD ospite da Santoro, molto sinteticamente una “*****nata”.
Il Reddito di cittadinanza, in un periodo di crisi, può essere considerato una scommessa e in quanto tale, comporta anche dei rischi. L’esperimento di un progetto analogo, si è tentato nel 1998 a seguito di un Decreto Legislativo, il n. 237 del 18 giugno. Il Reddito minimo di inserimento, prevedeva un sostegno da parte dello Stato verso quelle famiglie che versavano in condizioni economiche di povertà tali, da provocarne l’esclusione sociale; questa misura sperimentale, ha avuto durata biennale per 39 comuni, successivamente estesa ai comuni limitrofi di questi 39, è cessata definitivamente nel 2006 con esiti differenti per categorie (sostanzialmente per i Comuni ben attrezzati con soggetti potenzialmente ricollocabili si è concluso con valutazione positiva, per i Comuni che hanno suscitato quasi disinteresse o perché meno attrezzati o con soggetti difficilmente ricollocabili, si è rivelato solo uno strumento di mantenimento).

A differenza del Reddito di Inserimento, il reddito di cittadinanza, coinvolge tutti i cittadini e in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, dove la disoccupazione aumenta, dove gli imprenditori chiudono le loro attività ogni giorno (http://www.corriere.it/economia/13_aprile_12/confindustria-minuto-silenzio_0548aafc-a37e-11e2-a571-cfaeac9fffd0.shtml), potrebbe essere una boccata di ossigeno; ma come detto in precedenza comporta dei rischi ed è una soluzione che può essere presa in considerazione prestando le dovute attenzioni. Concedere un reddito di cittadinanza a tutti i cittadini, comporta costi non indifferenti, ovviamente gran parte, dipende dalla somma di reddito che si vuole distribuire, ma anche se si tagliassero spese come quelle per il salvataggio di banche (4 miliardi di Euro concessi alla MPS) Aerei militari inutili (17 miliardi per degli F-35 difettosi) missioni di pace che non ci toccano (Afghanistan) costi della politica, vendita di beni confiscati alle mafie, rinuncia a inutili opere pubbliche ecc, non ci sarebbero comunque gli estremi per poter garantire a lungo, un reddito per ogni cittadino, considerando inoltre che abbiamo un debito pubblico scandalosamente insanabile (più di duemila miliardi di euro) e che una manovra del genere comporterebbe ridistribuire il 20% del PIL ogni anno (su una ipotetica cifra di 1000 euro per cittadino).
Riportiamo di seguito i Redditi
di Cittadinanza che alcuni paesi europei hanno già adottato da tempo:
-
Belgio
: Revenu d’intégration (aiuto
finanziario sociale soggetto a diverse condizioni, fra cui la disponibilità a
lavorare, tranne quando sorge l'impossibilità per motivi di salute);
- Lussemburgo
: Revenu Minimum Guaranti (1100 euro
mensili rilasciati a titolo individuale
finchè non si raggiunge una condizione economica stabile);
- Olanda
: Bijstand
(sostegni per affitti, trasporti e accessi culturali) e il Wik (rilasciato ad artisti in modo tale da esprimersi senza badar
troppo agli oneri);
-
Austria
: Sozialhilfeaffiancato a
diverse coperture delle utenze quali elettricità, gas e affitto ed altri aiuti
economici per il cibo);
Norvegia (
: Reddito di esistenza (500 euro
mensili, individuali che vanno a copertura di affitti e utenze varie);
-
Germania
: Arbeitslosengeld II (ne ha diritto
chi ha versato un anno di contributi e chi ha ottenuto un anno di
disoccupazione e l’ Arbeitslosengeld I
Garantisce una somma minima per coprire i costi di vita, l'affitto e in parte
il riscaldamento, per garantire una dignitosa dimora al cittadino);
- Inghilterra
: Income Based Jobseeker's Allowance è
una rendita individuale rilasciata sempre a titolo individuale a
partire dai 18 anni di età a tutti coloro i cui risparmi non raggiungono il
livello necessario per garantire una vita dignitosa; Housing benefit (copertura per affitto) e in più assegni familiari per il mantenimento dei
figli. L'Education Maintenance Allowance,
un sussidio rilasciato direttamente ai ragazzi per coprire le spese dei loro
studi. Infine c'è l'Income Support,
un sussidio di durata illimitata, garantito a chi ha un lavoro che ammonta a
meno di 16 ore settimanali;
-
Francia : Revenu de solidarité active
(475 euro ai single senza attività e senza un alloggio e 418 euro con alloggio).
-
Molti hanno definito il reddito di cittadinanza, un ottimo slogan ma poco fattibile in quanto impossibile ricevere un reddito indipendente dal lavoro svolto (purtroppo molti ne sanno talmente tanto in materia che confondono reddito di cittadinanza con sussidio di disoccupazione). Tenendo presente che il resto d’Europa non è in periodo di grazia, come mai nonostante la crisi, continuano a distribuire aiuti di ogni genere alla propria popolazione? La risposta è semplice, mentre in Italia si continua a pensare che un aiuto simile, sia un costo, in altri paesi d’Europa, lo si vede come un investimento che migliora la qualità di uno stato; non è un caso che molti giovani e non solo, emigrano in Germania, in Lussemburgo, in Belgio, Olanda e in Inghilterra.
Ma va detta però anche una cosa; alcuni Paesi europei hanno adottato determinate politiche nei periodi in cui potevano essere adottate (in Germania sono state adottate politiche di austerity quando i tassi di interessi erano ancora bassi, nda). L’Italia invece sta adottando politiche giuste in un periodo sbagliato, per intenderci, è come cercare del sangue in uno scheletro vecchio cent’anni.
Essendo il reddito di cittadinanza, molto “costoso”
si è trovata l’alternativa: il Reddito
Minimo Garantito che ha un grado di controllo maggiore rispetto al Reddito
di Cittadinanza, in quanto più vincolante e in quanto ne hanno diritto solo
determinate categorie di persone. Si tratta di un sostegno mensile dell’ammontare
di 600 euro al mese,che può aumentare fino a 1900 Euro in base al numero di
figli a carico e decade nel momento in cui non sussistono più le condizioni per
usufruirne (se maturano le condizioni per ricevere la pensione, se si firma un
contratto di lavoro subordinato, se si avvia un’attività autonoma, se si
superano 8 mila euro di reddito, e se rinunciate a una offerta di lavoro
derivante da un ufficio impieghi, a meno che non sia compatibile con le professionalità
dettate al centro impieghi o se il compenso non è adatto); detto in poche parole
la forma richiesta dal MoVimento 5 Stelle, si potrebbe avere un pò di indipendenza,
con la sua alternativa invece saremmo condannati a restare mammoni, perchè è
impensabile vivere con un reddito di soli 600 euro.
In Italia si sta vivendo una crisi tale da
invogliare il più possibile al risparmio, anche se a dirla tutta, di questo
passo non ci sarà nulla da risparmiare e questo causerà una rottura definitiva
nel mercato e un reddito di cittadinanza ben studiato, o un reddito minimo
garantito che si voglia, potrebbe essere una piccola soluzione per riavviare o
quanto meno ingrassare quegli ingranaggi di una economia che si sta ancora inceppando,
ovviamente però un aiuto economico come questo, non risolve una intera crisi;
bisogna incentivare anche altri fattori tra cui il lavoro, soprattutto il lavoro, che è il nodo principale da sciogliere,
allentando la pressione fiscale alle imprese sulle assunzioni che impedisce
alle imprese di assumere manodopera, quindi incrementare la produzione e se non
aumenta la produzione non c’è sviluppo in una nazione, e laddove non c’è
sviluppo non c’è qualità in uno Stato; il resto poi dipenderà tutto da noi.
29 gennaio 2011
Aria di rivolta
Pubblicato da
Unknown
Mentre in Italia siamo alle prese con l' ennesimo scandalo che sta travolgendo il premier, prima in Tunisia ed ora in Egitto, il popolo si ribella alle attuali classi politiche.
La prima citata, quella in Tunisia, più che riguardare direttamente le classi politiche mirava a evidenziare un malumore derivante dallo "stomaco"; infatti è stata soprannominata «la rivolta del pane». E' praticamente assodato che al popolo quando si toccano i beni primari, questo si mobiliti contro le istituzioni che lo avrebbero danneggiato; certo la violenza si condanna sempre, vi sono altri modi di manifestare! Ma come ben sappiamo, al di là della solita retorica, si parte da una manifestazione pacifica, fin tanto che non si hanno i proiettili contro!!! Dopo è ovvio che la gente si difende, manifestando quindi in maniera violenta.
La manifestazione Tunisina ha comportato la fuga del presidente Ben Alì in Arabia Saudita (articolo corriere della sera). Ora una cosa simile si è spostata a est della Tunisia: in Egitto.
Nel paese che fu dei faraoni, culla della civiltà e della cultura, il popolo si ribella a una lunga egemonia del presidente Moubarak, colpevole di non fare le riforme che servono al paese.
Notizia calda calda, vuole che gli USA stiano tramando di deporre Moubarak a breve termine (fonte: wikileaks - ecco l' articolo).
Certo è il fatto che un capo di stato non può essere al comando per oltre un ventennio, come nei casi di Tunisi e Il Cairo.
Ora qualcuno di voi si chiederà: Ma anche in Italia ci sono state manifestazioni varie di quasi tutte le categorie della società italiana, ci sono dei collegamenti con le rivolte del nord-africa? Vi rispondo con piacere: ci potrebbero essere. Ma bisogna tenere conto del sistema politico italiano, molto diverso da quello dei paesi nordafricani, nonché dalla diversa mentalità; noi Italiani siamo piuttosto pigri quando si tratta di esprime un nostro malumore e gli effetti si sono visti e forse si vedranno ancora....
ai posteri l' ardua sentenza!!!!
---------
Comunicazioni di servizio:
al blog sono stati aggiunti:
- il link del gruppo ufficiale su Facebook (lo trovate in alto a destra);
- un sondaggio sui vostri interessi di lettori, al quale vi invito di partecipare (non occorre nemmeno aver fatto alcun log-in) e questo lo trovate sempre a destra della news page però in basso.
La prima citata, quella in Tunisia, più che riguardare direttamente le classi politiche mirava a evidenziare un malumore derivante dallo "stomaco"; infatti è stata soprannominata «la rivolta del pane». E' praticamente assodato che al popolo quando si toccano i beni primari, questo si mobiliti contro le istituzioni che lo avrebbero danneggiato; certo la violenza si condanna sempre, vi sono altri modi di manifestare! Ma come ben sappiamo, al di là della solita retorica, si parte da una manifestazione pacifica, fin tanto che non si hanno i proiettili contro!!! Dopo è ovvio che la gente si difende, manifestando quindi in maniera violenta.
La manifestazione Tunisina ha comportato la fuga del presidente Ben Alì in Arabia Saudita (articolo corriere della sera). Ora una cosa simile si è spostata a est della Tunisia: in Egitto.
Notizia calda calda, vuole che gli USA stiano tramando di deporre Moubarak a breve termine (fonte: wikileaks - ecco l' articolo).
Certo è il fatto che un capo di stato non può essere al comando per oltre un ventennio, come nei casi di Tunisi e Il Cairo.
Ora qualcuno di voi si chiederà: Ma anche in Italia ci sono state manifestazioni varie di quasi tutte le categorie della società italiana, ci sono dei collegamenti con le rivolte del nord-africa? Vi rispondo con piacere: ci potrebbero essere. Ma bisogna tenere conto del sistema politico italiano, molto diverso da quello dei paesi nordafricani, nonché dalla diversa mentalità; noi Italiani siamo piuttosto pigri quando si tratta di esprime un nostro malumore e gli effetti si sono visti e forse si vedranno ancora....
ai posteri l' ardua sentenza!!!!
---------
Comunicazioni di servizio:
al blog sono stati aggiunti:
- il link del gruppo ufficiale su Facebook (lo trovate in alto a destra);
- un sondaggio sui vostri interessi di lettori, al quale vi invito di partecipare (non occorre nemmeno aver fatto alcun log-in) e questo lo trovate sempre a destra della news page però in basso.
19 dicembre 2010
LA CRISI E LE RIVOLTE
Pubblicato da
Unknown
Dopo una lunga, ma giustificata assenza (causa lavoro), rieccomi...
Bene, oggi vi parlerò degli ultimi accadimenti in Italia. Il 14 Dicembre si è votata la fiducia alla Camera dei Deputati per il Governo attuale; tutti abbiamo visto cosa è accaduto: Roma invasa da fumo nero dei fumogeni, pietre che volavano contro le forze dell' ordine e non solo...
TUTTO OVVIAMENTE DA CONDANNARE NETTAMENTE
E se la politica non rimedia ai problemi della società, cosa succede? La risposta la abbiamo avuta il 14/12/2010 a Roma!
Atene e Londra, per diversi motivi, hanno visto scene di violenza verso le istituzioni piuttosto violente...
Attendiamo risposte con i fatti dai politici, sempre che ne siano capaci...
Iscriviti a:
Post (Atom)



